«In sei mesi abbiamo quasi azzerato la plastica in casa»: la storia della famiglia Greco

In Storie by ZeroAdmin2024

Milano, novembre 2024. Marco e Silvia Greco, 38 e 35 anni, due figli, hanno deciso sei mesi fa di provare a eliminare la plastica dalla loro vita quotidiana. Non per perfezione, ma per curiosità. Quello che hanno scoperto li ha sorpresi.

Come è iniziato
«È partito tutto da un documentario su Netflix», racconta Marco. «Mia figlia Giulia, 9 anni, ha visto le immagini delle tartarughe marine intrappolate nella plastica e ha pianto per mezz’ora. Poi ci ha guardati e ha detto: “E noi cosa facciamo?” Non avevamo una risposta.»

I primi passi (e i primi errori)
I Greco hanno iniziato come molti: comprando tutto in una volta. Borracce, contenitori in vetro, sacchetti in cera d’api, detersivi solidi. «Abbiamo speso circa 150 euro in un weekend», ride Silvia. «E poi abbiamo scoperto che metà delle cose non ci servivano davvero o non funzionavano come pensavamo.»

Il consiglio che danno oggi: iniziare lentamente, sostituendo solo quando un prodotto di plastica finisce. «Non buttare via niente che funziona ancora. La sostenibilità inizia dal non sprecare.»

Cosa ha funzionato subito
Le borracce in acciaio sono state la rivoluzione più immediata. «Calcolate che in quattro persone compravamo facilmente 30-40 bottigliette al mese. Azzerato.» Anche i detersivi in pastiglie hanno convinto tutta la famiglia. «I bambini adorano farle sciogliere in acqua, è diventato un piccolo rituale.»

Le difficoltà ancora aperte
La spesa al supermercato rimane il nodo irrisolto. «Frutta e verdura confezionate in plastica, formaggi sottovuoto, carne nei vassoi. È difficilissimo fare la spesa plastic-free al supermercato tradizionale.» La soluzione parziale dei Greco: il mercato rionale il sabato mattina per frutta, verdura e formaggi. «Costa uguale, spesso meno, ed è tutto sfuso.»

Il bilancio dopo sei mesi
«Non siamo perfetti. Siamo forse all’80% di riduzione rispetto a prima», dice Marco. «Ma quello che non mi aspettavo è che sarebbe diventato normale. I bambini adesso controllano le etichette. Giulia la settimana scorsa ha rifiutato una cannuccia di plastica al bar. Da sola, senza che nessuno glielo dicesse.»