Dal 2021 l’Unione Europea ha messo fuori legge alcuni dei prodotti in plastica monouso più diffusi. Ma cosa è cambiato davvero? E cosa dobbiamo ancora aspettarci nei prossimi anni?
La Direttiva SUP (Single Use Plastics)
La Direttiva Europea 2019/904, recepita in Italia con il D.Lgs. 196/2021, vieta la produzione e la vendita di una serie di prodotti in plastica monouso. L’obiettivo è ridurre l’inquinamento marino, dato che questi articoli rappresentano il 70% dei rifiuti sulle spiagge europee.
Cosa è già vietato in Italia dal luglio 2021:
- Piatti, posate, cannucce, bastoncini per palloncini e cotton fioc in plastica
- Contenitori per alimenti in polistirolo espanso
- Bicchieri in plastica monouso
- Agitatori per bevande
Cosa è stato introdotto come obbligo:
- Dal 2024, i tappi delle bottiglie devono essere agganciati al corpo della bottiglia (avete notato i nuovi tappi?)
- Le bottiglie in PET devono contenere almeno il 25% di plastica riciclata entro il 2025 e il 30% entro il 2030
- Sistemi di deposito e restituzione (DRS) per bottiglie e lattine sono in fase di implementazione in Italia
Cosa non è ancora cambiato (e dovrebbe):
La direttiva non copre tutti i tipi di plastica monouso. Imballaggi alimentari, pellicole, sacchetti per frutta e verdura restano ancora ampiamente in uso. La Commissione Europea sta lavorando a un regolamento sugli imballaggi (PPWR) che potrebbe estendere significativamente i divieti entro il 2030.
Il ruolo del consumatore
Conoscere le normative ci aiuta a fare scelte consapevoli e a riconoscere quando un’azienda non rispetta le regole. Se trovate ancora cannucce di plastica in un bar italiano, potete segnalarlo alle autorità competenti.
Cosa ci aspetta nel 2025-2030:
L’Italia sta lavorando all’implementazione di un sistema di deposito per le bottiglie (simile a quello già in vigore in Germania, Svezia e Norvegia). Quando sarà attivo, ogni bottiglia acquistata includerà una cauzione di pochi centesimi, rimborsabile alla restituzione del contenitore.

