Microplastiche nel sangue umano: cosa dicono le ultime ricerche

In Blog by ZeroAdmin2024

Nel 2022 uno studio pubblicato su Environment International ha rilevato per la prima volta microplastiche nel sangue umano. Da allora la ricerca scientifica si è moltiplicata, e i risultati sono sempre più preoccupanti.

Cosa sono le microplastiche
Le microplastiche sono frammenti di plastica di dimensioni inferiori a 5 millimetri. Si formano dalla degradazione di oggetti plastici più grandi o vengono prodotte direttamente in quella dimensione (come le microsfere nei cosmetici). Le nanoplastiche, ancora più piccole (sotto il micrometro), riescono a penetrare nelle cellule.

Dove le troviamo nel corpo umano
La ricerca degli ultimi tre anni ha trovato microplastiche in:

  • Sangue (studio Vrije Universiteit Amsterdam, 2022): presenti nell’80% dei campioni analizzati
  • Placenta (studio Università Politecnica delle Marche, 2020): trovate sia sul lato materno che fetale
  • Polmoni (studio Hull York Medical School, 2022): rilevate in 11 dei 13 campioni di tessuto polmonare esaminati
  • Feci umane (studio Medical University of Vienna, 2018): presenti in tutti i partecipanti
  • Cuore (studio cinese, 2023): trovate in tessuti cardiaci di pazienti operati

Come entrano nel nostro organismo
Le principali vie di ingresso sono tre: l’ingestione (acqua, cibo, sale marino), l’inalazione (aria domestica e urbana), e il contatto cutaneo (cosmetici, abbigliamento sintetico). Si stima che una persona ingerisca mediamente tra 74.000 e 121.000 particelle di microplastica all’anno.

Gli effetti sulla salute: cosa sappiamo (e cosa non sappiamo ancora)
La ricerca è ancora nelle fasi iniziali, ma alcuni effetti sono già documentati in studi su cellule e animali: stress ossidativo e infiammazione cellulare, interferenza con il sistema endocrino (alcuni additivi plastici come BPA e ftalati sono interferenti ormonali noti), potenziale effetto cancerogeno per alcune particelle.

Negli esseri umani, uno studio del 2024 pubblicato sul New England Journal of Medicine ha trovato una correlazione significativa tra la presenza di microplastiche nelle placche aterosclerotiche e un maggiore rischio di infarto e ictus.

Cosa possiamo fare
La prevenzione totale è impossibile allo stato attuale. Ma alcune azioni riducono significativamente l’esposizione: evitare di scaldare il cibo in contenitori di plastica, non bere acqua da bottiglie di plastica lasciate al sole, usare filtri per l’acqua potabile, ridurre il consumo di alimenti ultra-processati con imballaggi plastici.

La riduzione della plastica non è solo una questione ambientale. È una questione di salute pubblica.